BANANA ECO CAMP and NEW ADVENTURE

It was four weeks ago when I announced that I would have left, and my departure date was just a week later.
I had already said that the plans were not clear and that I would have decided on the go, after three weeks, what I would have done afterwards.
Now that those weeks have passed, I ticked off days from the calendar and I blew my twentyone candles here.
Right in the last post, I told you about how I spent most of my time among chats and the several people who have come and gone here at the Banana Eco Camp, and I thought I might share part of the adventure here. I really hope it will help me remember my experience in the future.

 

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Life at the camp is made of a continuous back and forth of people.
People who travel alone, couples, families,
at the beginning of their trip, in the middle or at the end, exhausted from the weeks of pure adrenaline.
People from all over the world, with every kind of story and luggage.
People so different from one another but that later gather all around the same bonfire and eat at the same table.

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BANANA ECO CAMP e NUOVA AVVENTURA

Quando ho annunciato che sarei partita erano quattro settimane fa, e dopo una sarei partita.
Avevo già detto che i piani non erano chiari e che avrei deciso sul momento, passate tre settimane, cos’avrei fatto successivamente.
E le fatidiche settimane sono già scorse, ho cancellato giorni sul calendario e ho spento le mie ventuno candeline qui.
Ho raccontato proprio nell’ultimo post che ho passato molto del mio tempo tra le chiacchiere e le varie persone che si sono intercambiate qui al Banana Eco Camp, e ho pensato che condividere parte dell’avventura qui mi aiuterà a ricordare con il tempo la mia super esperienza.

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La vita nel camp è fatta di un andirivieni costante di persone.
Persone che viaggiano da sole, coppie, famiglie,
all’inizio del loro viaggio, a metà dell’avventura o alla fine, stremati dalle settimane di pura adrenalina.
Persone da ogni parte del mondo, con ogni tipo di storia e di valigia.

Persone così diverse che poi si ritrovano tutte attorno allo stesso falò e a mangiare alla stessa tavola.

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Ultimate guide of TERCEIRA, Azores

Three weeks on the island pass by quickly.
Quickly, but maybe not so much.

The 90kms long perimeter of the island can be visited in very few time, and in three days you can visit everything.
What did I do the rest of the days?
I relaxed, I worked at the Banana Eco Camp, and I planned my next stop. (In the next few days I will publish a post explaining everything)

As I had already written in the previous post, the main towns are on the coast – Angra do Heroismo, Praia da Vitoria, Biscoitos… While in the interior of the island, the only inhabitants are cows – while joking with some guests of the camp, we said that there are more cows that inhabitants in Terceira, just to give you an idea of the number.

Leggilo in italiano: TERCEIRA – istruzioni d’uso per visitare l’isola
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Photo tour by Azores 38N

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TERCEIRA – istruzioni d’uso per visitare l’isola

Tre settimane sull’isola passano in fretta.
In fretta, ma forse anche no.

I 90 km di perimetro dell’isola si visitano in pochissimo tempo, e in tre giorni è possibile vedere tutto.
Cos’ho fatto il resto dei giorni?
Me la sono presa con calma, ho lavorato al Banana Eco Camp, mi sono rilassata e ho programmato la prossima tappa. (Nei prossimi giorni pubblicherò un post in cui spiegherò tutto).

Come avevo già scritto nel post precedente, le cittadine principali si trovano sulla costa: Angra do Heroismo, Praia da Vitoria, Biscoitos… Mentre nell’interiore a regnare sono le mucche – scherzando con alcuni ospiti del Camp, dicevamo che le mucche sono più degli abitanti dell’isola, per darvi un’idea.

Read it in English: Ultimate guide of TERCEIRA

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A Wandering Veronica has left.

I left and arrived.

For the first time in my life, I have felt like a real traveller.
Taking it more than two or three hours to get there and having several stages to reach the final destination has made me feel in a different way, in a manner that I had never felt before.
Some months ago, I started reading the story of Claudio Pelizzeni, and I couldn’t exactly understand the reason why he decided to take a trip of the world without taking planes.
So, two flights and eight hours in a bus later, I can say that, at least for a part, I understood its reason.

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Leggi questo post in italiano: UNA VERONICA VAGANTE È PARTITA.

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UNA VERONICA VAGANTE È PARTITA.

Partita e arrivata.

Per la prima volta mi sono sentita una vera viaggiatrice.
Metterci più di due o tre ore ad arrivare e avere varie tappe prima di raggiungere la destinazione mi ha fatto sentire in una maniera diversa dal solito, in un modo che non avevo mai provato.
Qualche mese fa ho cominciato a leggere la storia di Claudio Pelizzeni, e non riuscivo esattamente a capire il perché della sua decisione di intraprendere un viaggio senza usare voli aerei.
Due aerei e un viaggio di otto ore in autobus dopo, posso dire di averne, almeno in parte, capito il motivo.

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Read this post in English: A Wandering Veronica has left.

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Pre-partenza – Veronica torna a vagare.

Una Veronica Vagante è pronta per tornare a vagare.

Felicissima, estasiata, al settimo cielo.
Poi ci ripenso un pochino meglio, metto i piedi per terra, e, nonostante la voglia, un po’ di ansia mi viene.

Ma fammi spiegare meglio quale sarà la mia prossima avventura.

Read it in English: Pre-departure – Veronica goes back to wander.

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